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venerdì 24 settembre 2010

Giornalismo dell'innovazione: una definizione

Secondo un report finlandese del 2007 dal titolo Innovation, Journalism and Future il giornalismo dell'innovazione deve combinare i metodi e gli approcci del giornalismo economico, tecnologico e scientifico, ma non solo.

Innovation journalism is the journalism of progress or change. It covers all Future Work of society, whether it is technological, social or artistic by nature. In reality, there is no technological change that is not
social and cultural at the same time. Future Work is a concept that refers to all those processes that explicitly try to define the future path of society.
(pg. 23)


La questione più interessante dal punto di vista teorico è se il giornalismo del futuro è il giornalismo dell'innovazione.

giovedì 22 luglio 2010

mercoledì 14 luglio 2010

E' il momento migliore per essere giornalisti



Il nuovo libro di Sergio Maistrello è un modo accessibile e documentato per capire cosa sta succedendo al giornalismo sotto la spinta dei social network e della cultura digitale.

Maistrello ha fatto uno sforzo pedagogico ben riuscito. Anche un lettore che non vive necessariamente a suo agio nella rete e che magari è un po' scettico sulle nuove forme di giornalismo nel mondo di Internet, sarà costretto ad ammettere che sta succedendo qualcosa di importante.

Il giornalista pordenonese fa rivivere i momenti più salienti del rapporto fra informazione Internet: una storia già ricca di grandi aspettative e successi, così come di fallimenti.

Alla fine Maistrello ci convince che in realtà è un momento entusiasmante per il giornalismo. A patto che si abbia il coraggio di sperimentare. A patto che si abbia l'umiltà di percepirsi e agire come nuovi artigiani dell'informazione.

In questa epoca, chi vuole fare informazione è simile a un esploratore di nuovi mondi: deve avere determinazione, curiosità e un po' di arroganza nel ritenere che ci si può addentrare in una foresta e uscirne con una mappa chiara, ma allo stesso deve avere l'umiltà di ammettere che la mappa non è il territorio, che a ogni sguardo corrisponde una mappa differente e che la mappa è frutto di conflitti, forze e poteri.

Il libro di Sergio Maistrello ci dice molto bene a che punto siamo dell'esplorazione.

venerdì 25 giugno 2010

You Tube e il futuro del giornalismo partecipativo

Via Social Times una nuova piattaforma per il giornalismo partecipativo, You Tube Direct. Sotto, un video per capire come funziona

giovedì 22 aprile 2010

De Biase sull'alba di un nuovo giornalismo

Per tutti coloro interessati al futuro del giornalismo, bisogna leggere il post di Luca De Biase in preparazione del suo talk per il Festival internazionale di giornalismo in questi giorni a Perugia. Estremamente utile anche per chi vuole riflettere sulla creazione di nicchie d'informazione nel nuovo ecosistema mediatico, come quello su temi di scienza e società.

martedì 13 aprile 2010

Nasce giornale on demand anche in Italia

Via Luca De Biase segnalo che è nato Dig.it. Si tratta, come recita il testo di apertura nella home page, del primo sito di giornalismo on-demand in Italia. Gli utenti suggeriscono idee d'inchiesta, se l'idea piace ad altri utenti scatta la ricerca fondi per sostenere il lavoro investigativo, quando si raggiunge la cifra necessaria il giornalista inizia la sua ricerca, dopo si pubblica. L'intervento redazionale è nel vaglio delle proposte. Oggi è anche la giornata in cui per la prima volta è stato assegnato un Pulitzer a un sito web, si tratta di ProPublica. E' la dimostrazione che alcune forme di giornalismo in rete sono molto di più che semplici esperimenti.
Bisogna continuare a sperimentare per capire cosa sarà il giornalismo dei prossimi anni. L'introduzione a The State of the News Media 2010 del Pew Project for Excellence in Journalism si chiudeva con le seguenti domande:

"Is there some collaborative model that would allow citizens and journalists to have the best of both worlds and add more capacity here? What ethical values about news will settle in at these sites? Will legacy and new media continue to cooperate more, sharing stories and pooling resources, and if they do, how can one operation vouch for the fairness and accuracy of something they did not produce?"

Sono domande molto appropriate per un sito che nasce, in Italia soprattutto, come Dig.it

Condivido pienamente la risposta di Larry Jinks:

“I think the answer may come from places staffed by young people who understand the new technology and its potential and who have a passion for journalism,”

Giovani, rete e passione per l'informazione.

sabato 6 marzo 2010

Gli americani vogliono più informazione su scoperte scientifiche, salute e medicina

Sempre dal report del Pew Internet & American Life Project and Excellence in Journalism risulta che tra gli argomenti maggiormente seguiti dei fuitori di news in America c'è la salute e la medicina (66%) e, di poco distaccata, la scienza (60%).
In più, alla domanda su quali argomenti ci dovrebbe essere una maggiore copertura il 44% degi intervistati ha risposto notizie scientifiche e scoperte, il 39% salute e medicina.
Se queste tendenze fossero confermate c'è da lavorare per il giornalismo medico-scientifico e tecnologico.

La nuova metrica del consumo delle news

Al centro di come sta cambiando il rapporto tra il pubblico e l'informazione c'è Internet. Lo conferma l'ultimo report del Pew Internet & American Life Project and the Project for Excellence in Journalism. Nel nuovo paesaggio dell'informazione non domina una singola piattaforma: circa il 46% degli americani ricava informazioni da un numero diverso di piattaforme mediatiche, che in una giornata tipo, oscilla fra quattro e sei. Solo il 7% si informa consultando un unico media.
Internet ha sconvolto il panorama del rapporto con le news determinando una nuova metrica di consumo da parte del pubblico. Il nuovo modo di consumare l'informazione è:

-portatile, il 33% di chi possiede un telefono cellulare accede alle informazioni leggendole sul display del telefonino;
-personalizzato, il 28% degli utenti Internet personalizza l'home page con poche fonti da cui ricava le informazioni, su argomenti a cui sono particolarmente interessati;
-partecipativo, il 37% degli utenti Internet contribuisce alla creazione di news, inserisce commenti o li diffonde tramite Facebook e Twitter;

Forse sono tutte cose che sospettavamo già, ma la ricerca serve anche a contestualizzare le impressioni, a raffinare il punto di vista. Di fronte ai nuovi scenari sul consumo delle news non può che ritornare pressante la domanda sul futuro del giornalismo.
Luca de Biase qualche giorno fa in un post recensiva un libro di Massimo Gaggi e Marco Bardazzi sulla crisi dei giornali, L'ultima notizia, edito da Rizzoli.

Luca ripropone una lettura su cui sono d'accordo:
La gran parte del lavoro dei media non è destinato a svelare verità nascoste ma a far funzionare la circolazione delle informazioni all'interno di sistemi di verità convenzionali.

venerdì 5 febbraio 2010

Manuale su giornalismo 2.0

Ciroclano i rete i primi manuali sul giornalismo 2.0 Quello che vi segnalo è in realtà del 2007, ma tant'è. L'ha scritto Mark Briggs per iniziativa del J-Lab e del Knight Citizen News Network.