Una ricerca pubblicata su New Media and Society indaga il modo in cui giornali americani hanno parlato del fenomeno dei blog tra il 1995 e il 2005. I quotidiani si trovano in una situazione paradossale: sono costretti a descrivere un fenomeno che contribuisce alla crisi della carta stampata. Secondo i risultati della ricerca, i maggiori quotidiani americani inseriscono i blog in una cornice secondo cui essi sono utili più ai singoli individui e piccole comunità che alla politica, all'economia e al giornalismo stesso. Raramente i blog sono considerati come una vera forma di giornalismo.
Non so se si tratta di una difesa corporativa. Certo viene il sospetto che i giornalisti della carta stampata facciano fatica ad accettare non tanto i blog, ma il fatto che l'informazione sta diventando qualcosa di differente. Rispetto a queste trasformazioni bisogna accettare la sfida. I blog sono parte dell'ecosistema di un nuovo giornalismo.
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mercoledì 5 maggio 2010
martedì 20 aprile 2010
Le neuroscienze per spiegare la crisi del giornalismo, mah...
Via Giuseppe Granieri, segnalo un libro di Jack Fuller sulla crisi dei giornali. In What is Happening to News: The Information Explosion and the Crisis in Journalism, Fuller sostiene che i fatti delle neuroscienze hanno molto a che fare con i fatti che riguardano l'industria dell'informazione. Per argomentare la sua tesi ricorre ad analogie fra il cervello dell'uomo preistorico che viveva nella savana e il consumatore di news dei giorni nostri.
Una recensione sul Columbia Journalism Review critica il libro, che io non ho letto e non sono in grado di giudicare. A istinto, darei ragione a Todd Giltin, l'autore della recensione, quando scrive che oggi le neuroscienze sono un argomento sexy. Una buona strategia, aggiungo io, per vendere qualunque tipo di libro, compreso uno che parla della crisi del giornalismo.
Una recensione sul Columbia Journalism Review critica il libro, che io non ho letto e non sono in grado di giudicare. A istinto, darei ragione a Todd Giltin, l'autore della recensione, quando scrive che oggi le neuroscienze sono un argomento sexy. Una buona strategia, aggiungo io, per vendere qualunque tipo di libro, compreso uno che parla della crisi del giornalismo.
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