Con un post lunghissimo Bora Zikvovic lascia Scienceblogs.com
Già questa è una notizia, visto che Bora, oltre a essere uno dei pionieri del blogging scientifico, è stato sempre molto attivo ed entusiasta dell'iniziativa di Seed.
La decisione è maturata a seguito della decisione da parte di Scienceblogs di accettare un blog, Food Frontiers, finanziato con i soldi della Pepsi Cola.
A molti la scelta è risultata in assoluto contrasto con le esigenze di autonomia, indipendenza e credibilità di cui vogliono continuare a godere.
Bora insieme a tanti altri hanno deciso di lasciare la piattaforma che pure ha assicurato loro molta visibilità e traffico.
L'ultimo post di Bora su Scienceblogs è interessante anche perché ricostruisce la storia dell'iniziativa e descrive come sta evolvendo l'ecosistema dei blog scientifici.
Visualizzazione post con etichetta blogging. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blogging. Mostra tutti i post
lunedì 26 luglio 2010
mercoledì 9 giugno 2010
Dai blog ai libri per comunicare la scienza
Ancora un post da A blog around the clock. Secondo Bora Zivkovic sempre più libri di saggistica e divulgazione scientifica vengono scritti da blogger. Nel 2010 ci sarebbe stata un'esplosione editoriale in questo senso.
Bora fornisce una lista interessante. Non ho dati per confermare la sua impressione.
E' una possibile linea di ricerca comunque interessante quella che si interroga su come il web e i blog in particolare stanno partecipando alla ridefinizione del libro, o sarebbe meglio dire, alla ridefinizione delle qualità che trasformano un testo in un libro, la cosiddetta bookness.
C'è un settore della storia della scienza, che ha tra i suoi maggiori esponenti James Secord, interessato a capire come le nuove tecnologie trasformano i pubblici della scienza e contribuiscono a definire le linee di confine tra scienza e non-scienza. Il loro lavori sono concentrati nell'epoca vittoriana. L'epoca della Seconda rivoluzione scientifica e della lettura a vapore ha tante analogie colla trasformazione comunicativa e sociale dovuta alla rete.
Un'introduzione molto interessante ai lavori di questi storici è su un numero speciale di ISIS dell'anno scorso.
Bora fornisce una lista interessante. Non ho dati per confermare la sua impressione.
E' una possibile linea di ricerca comunque interessante quella che si interroga su come il web e i blog in particolare stanno partecipando alla ridefinizione del libro, o sarebbe meglio dire, alla ridefinizione delle qualità che trasformano un testo in un libro, la cosiddetta bookness.
C'è un settore della storia della scienza, che ha tra i suoi maggiori esponenti James Secord, interessato a capire come le nuove tecnologie trasformano i pubblici della scienza e contribuiscono a definire le linee di confine tra scienza e non-scienza. Il loro lavori sono concentrati nell'epoca vittoriana. L'epoca della Seconda rivoluzione scientifica e della lettura a vapore ha tante analogie colla trasformazione comunicativa e sociale dovuta alla rete.
Un'introduzione molto interessante ai lavori di questi storici è su un numero speciale di ISIS dell'anno scorso.
Etichette:
blogging,
James Secord,
libro,
Storia sociale della scienza
lunedì 7 giugno 2010
I migliori post su media e web 2.0 di "A blog around the clock"
Bora Zivkovic fa la lista dei migliori post usciti sul rapporto tra media, giornalismo e blogging dal 2004 a oggi pubblicati sul suo blog molto seguito "A blog around the clock"
Etichette:
blogging,
Futuro giornalismo scientifico
venerdì 28 maggio 2010
Sui blog la scienza è al terzo posto
Uno studio del Pew Research Centre riporta che negli Stati Uniti la scienza è il terzo argomento più frequentato nella blogosfera. Rappresenta il 10% dei post sparsi sui diversi blog, mentre sui media tradizionali solo l'1% degli argomenti trattati riguarda la scienza.
Gli studi che conosco sulla copertura mediatica della scienza danno una percentuale più alta, compresa fra il 3 e il 5 per cento. Ma dipende da cosa si definisce scienza e ogni gruppo di ricercatori si accorda su significati differenti.
Rimane comunque una certa differenza con i blog.
Il report del Pew Research Center più in generale si interroga sulle differenze fra gli argomenti trattati sui social media rispetto alla stampa tradizionale.
Alcuni risultati:
-Le agende sono molto diverse. Twitter mostra le differenze maggiori;
-Il tempo di permanenza di un argomento "caldo" è maggiore sulla stampa tradizionale;
-La quasi totalità delle storie dei blog usa come fonti i giornali o i network televisivi;
-Il 43% delle storie su Twitter riguarda la tecnologia;
-I video più popolari su You Tube riguardano eventi non-americani.
Considerazioni generali:
Le storie e i temi che ricevono più attenzione sui social media differiscono in modo sostanziale da quelli trattati sulla stampa tradizionale. Ma ci sono anche grosse differenze tra i diversi social media. Ogni piattaforma sembra avere una sua specifica personalità.
Gli studi che conosco sulla copertura mediatica della scienza danno una percentuale più alta, compresa fra il 3 e il 5 per cento. Ma dipende da cosa si definisce scienza e ogni gruppo di ricercatori si accorda su significati differenti.
Rimane comunque una certa differenza con i blog.
Il report del Pew Research Center più in generale si interroga sulle differenze fra gli argomenti trattati sui social media rispetto alla stampa tradizionale.
Alcuni risultati:
-Le agende sono molto diverse. Twitter mostra le differenze maggiori;
-Il tempo di permanenza di un argomento "caldo" è maggiore sulla stampa tradizionale;
-La quasi totalità delle storie dei blog usa come fonti i giornali o i network televisivi;
-Il 43% delle storie su Twitter riguarda la tecnologia;
-I video più popolari su You Tube riguardano eventi non-americani.
Considerazioni generali:
Le storie e i temi che ricevono più attenzione sui social media differiscono in modo sostanziale da quelli trattati sulla stampa tradizionale. Ma ci sono anche grosse differenze tra i diversi social media. Ogni piattaforma sembra avere una sua specifica personalità.
Etichette:
blogging,
Pew Research centre,
report
venerdì 7 maggio 2010
Aumentano gli scienziati blogger
In un post dal Knight Science Journalism Tracker si discute se blog o microblog scritti da scienziati possono essere considerati nuove forme di giornalismo. Non c'è una risposta, ma molti riferimenti in favore di un fenomeno in crescita. In particolare una segnalazione di una nuova iniziativa dal The New York Times: Scientist at Work. Si tratta di un blog che vuole descrivere lo scienziato nel suo lavoro quotidiano. Attraverso le cronache e il racconto della vita del ricercatore, l'idea è che il lettore del blog si immedesimi nel suo lavoro e negli oggetti che studia.
Etichette:
blog scientifici,
blogging,
giornalismo scientifico,
Scientist at work
mercoledì 5 maggio 2010
I blog visti dai giornali
Una ricerca pubblicata su New Media and Society indaga il modo in cui giornali americani hanno parlato del fenomeno dei blog tra il 1995 e il 2005. I quotidiani si trovano in una situazione paradossale: sono costretti a descrivere un fenomeno che contribuisce alla crisi della carta stampata. Secondo i risultati della ricerca, i maggiori quotidiani americani inseriscono i blog in una cornice secondo cui essi sono utili più ai singoli individui e piccole comunità che alla politica, all'economia e al giornalismo stesso. Raramente i blog sono considerati come una vera forma di giornalismo.
Non so se si tratta di una difesa corporativa. Certo viene il sospetto che i giornalisti della carta stampata facciano fatica ad accettare non tanto i blog, ma il fatto che l'informazione sta diventando qualcosa di differente. Rispetto a queste trasformazioni bisogna accettare la sfida. I blog sono parte dell'ecosistema di un nuovo giornalismo.
Non so se si tratta di una difesa corporativa. Certo viene il sospetto che i giornalisti della carta stampata facciano fatica ad accettare non tanto i blog, ma il fatto che l'informazione sta diventando qualcosa di differente. Rispetto a queste trasformazioni bisogna accettare la sfida. I blog sono parte dell'ecosistema di un nuovo giornalismo.
Etichette:
blogging,
crisi giornalismo,
framing
lunedì 26 aprile 2010
Cresce il successo di ScienceBlogs
ScienceBlogs.com, il maggiore network di blog scientifici al mondo creato dal Seed Media Group, nei primi tre mesi del 2010 ha registrato un aumento del 41% delle visite rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le visite totali nel 2009 sono aumentate del 55% rispetto all'anno precedente per un totale di 45 milioni di visitatori unici. Tutti i dati nel comunicato stampa del Seed Media Group.
Etichette:
blog scientifici,
blogging,
ScienceBlogs
domenica 21 marzo 2010
Blog e wiki a confronto con la peer-review nell'editoria accademica
Riprendo da Robin Good's un articolo sull'impatto che blog e wiki hanno nei processi di comunicazione tra accademici. L'articolo non ha molti dati. Riporta un generico aumento nelle università dell'uso del web 2.0 e cerca di identificare i motivi per cui alcuni accademici aprono un blog o collaborano tramite una piattaforma wiki. L'autrice Janelle Ward conclude che non sono ancora chiari i benefici per la ricerca.
La questione dell'uso dei blog e dei wiki nell'editoria specialistica, soprattutto in ambito scientifico, sta sollevando l'interesse di chi fa ricerca in comunicazione della scienza. Per il momento, a parte i fisici delle particelle e gli informatici, gli scienziati sembrano freddi nella possibilità di innovare le loro pratiche di comunicazione sfruttando il web 2.0. Blog e wiki mettono in discussione il processo di peer-review, che per il momento resiste nonostante le critiche. Sulla peer-review si gioca il consenso sociale sulla credibilità pubblica della scienza. Questo è uno dei motivi per cui il web 2.0 fa fatica a sfondare nella comunicazione tra scienziati.
La questione dell'uso dei blog e dei wiki nell'editoria specialistica, soprattutto in ambito scientifico, sta sollevando l'interesse di chi fa ricerca in comunicazione della scienza. Per il momento, a parte i fisici delle particelle e gli informatici, gli scienziati sembrano freddi nella possibilità di innovare le loro pratiche di comunicazione sfruttando il web 2.0. Blog e wiki mettono in discussione il processo di peer-review, che per il momento resiste nonostante le critiche. Sulla peer-review si gioca il consenso sociale sulla credibilità pubblica della scienza. Questo è uno dei motivi per cui il web 2.0 fa fatica a sfondare nella comunicazione tra scienziati.
Etichette:
blogging,
comunicazione fra scienziati,
Editoria accademica,
peer-review,
wiki
giovedì 11 marzo 2010
I blogger si scatenano su un articolo accademico: nuovi processi editoriali in vista?
Un articolo pubblicato su Jcom, la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore, ha scatenato una discussione tra i blogger su processi editoriali, peer-review e post molto interessante.
Bora Zikvovic, editor di Jcom, ha fatto un'analisi critica e dettagliata dell'articolo pubblicato su Jcom mettendo in evidenza nel suo blog i punti deboli del paper. Critiche che, a suo modo di vedere, la redazione del giornale avrebbe dovuto ascoltare.
Il post di Bora ha sollevato decine di commenti. Al di là del merito, ci sono vari aspetti su cui riflettere per far crescere la discussione attorno all'editoria accademica e alle nuove possibilità offerte dalla rete. Tra gli altri: la possibilità di commentare un articolo referato attraverso la comunità dei blogger, rendere visibili a tutti il processo editoriale, integrare i commenti dei referee con quelli di un editor.
Potete seguire tutto sul blog di Bora.
Bora Zikvovic, editor di Jcom, ha fatto un'analisi critica e dettagliata dell'articolo pubblicato su Jcom mettendo in evidenza nel suo blog i punti deboli del paper. Critiche che, a suo modo di vedere, la redazione del giornale avrebbe dovuto ascoltare.
Il post di Bora ha sollevato decine di commenti. Al di là del merito, ci sono vari aspetti su cui riflettere per far crescere la discussione attorno all'editoria accademica e alle nuove possibilità offerte dalla rete. Tra gli altri: la possibilità di commentare un articolo referato attraverso la comunità dei blogger, rendere visibili a tutti il processo editoriale, integrare i commenti dei referee con quelli di un editor.
Potete seguire tutto sul blog di Bora.
Etichette:
blogging,
Editoria accademica,
Jcom
Iscriviti a:
Post (Atom)
