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domenica 21 marzo 2010

Blog e wiki a confronto con la peer-review nell'editoria accademica

Riprendo da Robin Good's un articolo sull'impatto che blog e wiki hanno nei processi di comunicazione tra accademici. L'articolo non ha molti dati. Riporta un generico aumento nelle università dell'uso del web 2.0 e cerca di identificare i motivi per cui alcuni accademici aprono un blog o collaborano tramite una piattaforma wiki. L'autrice Janelle Ward conclude che non sono ancora chiari i benefici per la ricerca.
La questione dell'uso dei blog e dei wiki nell'editoria specialistica, soprattutto in ambito scientifico, sta sollevando l'interesse di chi fa ricerca in comunicazione della scienza. Per il momento, a parte i fisici delle particelle e gli informatici, gli scienziati sembrano freddi nella possibilità di innovare le loro pratiche di comunicazione sfruttando il web 2.0. Blog e wiki mettono in discussione il processo di peer-review, che per il momento resiste nonostante le critiche. Sulla peer-review si gioca il consenso sociale sulla credibilità pubblica della scienza. Questo è uno dei motivi per cui il web 2.0 fa fatica a sfondare nella comunicazione tra scienziati.

giovedì 11 marzo 2010

I blogger si scatenano su un articolo accademico: nuovi processi editoriali in vista?

Un articolo pubblicato su Jcom, la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore, ha scatenato una discussione tra i blogger su processi editoriali, peer-review e post molto interessante.
Bora Zikvovic, editor di Jcom, ha fatto un'analisi critica e dettagliata dell'articolo pubblicato su Jcom mettendo in evidenza nel suo blog i punti deboli del paper. Critiche che, a suo modo di vedere, la redazione del giornale avrebbe dovuto ascoltare.
Il post di Bora ha sollevato decine di commenti. Al di là del merito, ci sono vari aspetti su cui riflettere per far crescere la discussione attorno all'editoria accademica e alle nuove possibilità offerte dalla rete. Tra gli altri: la possibilità di commentare un articolo referato attraverso la comunità dei blogger, rendere visibili a tutti il processo editoriale, integrare i commenti dei referee con quelli di un editor.
Potete seguire tutto sul blog di Bora.

Editoria accademica: gli studi letterari scoprono l'open access

Sulla Rivista dei Libri del mese scorso, Claudio Giunta fa un esame dettagliato dei costi di alcune riviste accademiche di letteratura contemporanea, di filologia classica e analisi dei testi. Alcuni dati sono davvero sorprendenti: la rivista Studi Novecenteschi ha subito un incremento dal 2000 a oggi del 438,3%. Quaderni urbinati di cultura classica del 1290%, sempre dal 2000 a oggi. Evidentemente c'è qualcosa che non va.
Giunta, nella conclusione del suo articolo, invita all' open source. L'articolo mette in evidenza tutta l'arretratezza di un settore dell'accademia italiana rispetto alle trasformazioni nella comunicazione tra esperti.
Giunta ha avuto il merito di porre la questione in un contesto molto paludato, ma la discussione sull' open access e sul ruolo degli editori è sviluppatissima e in altri settori, tipo la fisica delle particelle. Anche in Italia ci sono esperienze assolutamente d'avanguardia. Si pensi ad esempio a Jhep, la rivista di fisica delle alte energie con l'impact factor più alto al mondo in questo settore, competamente on-line, con pratiche innovative di pubblicazione, processi di peer-review, possibilità di lettura, interazione con editori e con archivi aperti.
La rivista è di proprietà della Sissa di Trieste, l'istituzione per cui lavoro.