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giovedì 8 luglio 2010

Di ritorno da Esof

L'impressione generale su Esof 2010 a Torino è che si sia trattato di un grande sforzo di comunicazione istituzionale della ricerca europea.
A metà tra una fiera e un Festival della scienza, anche se promette altro. Promette per esempio dialogo fra scienza e società. Le strategie per implementare l'interazione tra ricercatori e cittadini non vanno oltre iniziative classiche, più ludiche che di vera discussione e coinvolgimento.
Interventi di rilievo che ho seguito: Sheila Jasanoff con una relazione ambiziosa sul futuro dell'umanità. Con un titolo così la speaker doveva essere forse un po' più vitale ed energica.
Molto apprezzato, a sentire dai commenti, l'intervento di Elena Cattaneo. A me è sembrata una cosa sincera di chi ama la ricerca, ma non condivido l'entusiasmo. Nella migliore delle ipotesi era un talk che predicava ai convertiti.

giovedì 1 luglio 2010

Come formare gli scienziati alla comunicazione: Esof 2010

Al via a partire da domani la kermesse sulla scienza europea Esof 2010. Con Elisabetta Tola, Steven Miller e Brian Trench discutiamo sabato alle 14 e 15 nella room Roma al Lingotto sulla formazione in comunicazione per gli scienziati.

Elisabetta Tola parlerà di alcune esperienze didattiche condotte in enti di ricerca italiani con la sua agenzia formicablu di Bologna. Metterà in evidenza che gli scienziati hanno bisogno di maggiore autoriflessività sulle pratiche di comunicazione.
Il talk di Steven Miller è "Europe and the challenges for science communication training".
Brian Trench si soffermerà sugli aspetti teorici e pratici di cui ha bisogno uno scienziato per interagire coi media.

I punti fermi sono:

1. Non è più in discussione la necessità di comunicare da parte dei scienziati. Il problema è casomai capire qual è la strategia formativa più adatta ai bisogni e al tempo che i ricercatori possono dedicare alla comunicazione;

2. La soluzione non è una cassetta degli attrezzi pronta all'uso. I manuali sono utili, ma non bastano. Gli scienziati devono acquisire competenze relazionali, sociali e culturali migliori, con diversi attori sociali. La società della conoscenza richiede la formazione di nuove generazioni di scienziati in grado di comprendere le dinamiche dei rapporti tra scienza e società e l'evoluzione dell'ecosistema dell'informazione.