E' stato pubblicato ieri il numero di settembre di Jcom, la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore.
Segnalo il commentario dedicato allo statuto e al futuro della ricerca in comunicazione della scienza. Hanno contribuito alcuni tra i big internazionali del settore, tra cui Massimiano Bucchi, Brian Trench, Susanna Hornig Priest, Rick Holliman.
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mercoledì 22 settembre 2010
venerdì 18 giugno 2010
Chi sono i comunicatori della scienza in Danimarca
Uno studio che sta per essere pubblicato su Jcom, la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore, si chiede come i professionisti della comunicazione scientifica in Danimarca percepiscano il proprio ruolo e che immagine abbiano della scienza.
Non ci sono molte analisi di questo tipo. Uno studio del 2003 (Science Communication: A Contemporary Definition, T. W. Burns, D. J. O'Connor, S. M. Stocklmayer, Public Understanding of Science, Vol. 12, 2, pp. 183-202) li aveva definiti "guide di montagna". E' una denominazione riduttiva che riflette l'idea secondo cui la comunicazione della scienza fatta dai professionisti ha l'unica funzione di portare il pubblico a essere dalla parte della scienza. Attraverso il rude modello deficitario, o mediante una procedura più soft, mascherata da dialogo.
Secondo i risultati dell'indagine danese, i comunicatori della scienza non si percepiscono come le guide di un pubblico alla ricerca di una maggiore comprensione della conoscenza scientifica. Non sorprende, ma è importante che ci siano dei dati per confermarlo.
I comunicatori della scienza credono di giocare un ruolo più interessante, che ha a che fare con l'inclusione delle scienze in un più ampio contesto democratico e sociale. Credono di contribuire a fornire una pecezione più accurata delle dinamiche tra scienza, tecnologia e società.
Non ci sono molte analisi di questo tipo. Uno studio del 2003 (Science Communication: A Contemporary Definition, T. W. Burns, D. J. O'Connor, S. M. Stocklmayer, Public Understanding of Science, Vol. 12, 2, pp. 183-202) li aveva definiti "guide di montagna". E' una denominazione riduttiva che riflette l'idea secondo cui la comunicazione della scienza fatta dai professionisti ha l'unica funzione di portare il pubblico a essere dalla parte della scienza. Attraverso il rude modello deficitario, o mediante una procedura più soft, mascherata da dialogo.
Secondo i risultati dell'indagine danese, i comunicatori della scienza non si percepiscono come le guide di un pubblico alla ricerca di una maggiore comprensione della conoscenza scientifica. Non sorprende, ma è importante che ci siano dei dati per confermarlo.
I comunicatori della scienza credono di giocare un ruolo più interessante, che ha a che fare con l'inclusione delle scienze in un più ampio contesto democratico e sociale. Credono di contribuire a fornire una pecezione più accurata delle dinamiche tra scienza, tecnologia e società.
giovedì 1 aprile 2010
Jcom su Nova 24
A pg 22 del numero di Nova Sole 24 Ore oggi in edicola ci sono due articoli che fanno riferimento al numero speciale di Jcom - Journal of Science Communication (la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore) dedicato alla scienza peer-to-peer.
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giovedì 11 marzo 2010
I blogger si scatenano su un articolo accademico: nuovi processi editoriali in vista?
Un articolo pubblicato su Jcom, la rivista di ricerca in comunicazione della scienza di cui sono direttore, ha scatenato una discussione tra i blogger su processi editoriali, peer-review e post molto interessante.
Bora Zikvovic, editor di Jcom, ha fatto un'analisi critica e dettagliata dell'articolo pubblicato su Jcom mettendo in evidenza nel suo blog i punti deboli del paper. Critiche che, a suo modo di vedere, la redazione del giornale avrebbe dovuto ascoltare.
Il post di Bora ha sollevato decine di commenti. Al di là del merito, ci sono vari aspetti su cui riflettere per far crescere la discussione attorno all'editoria accademica e alle nuove possibilità offerte dalla rete. Tra gli altri: la possibilità di commentare un articolo referato attraverso la comunità dei blogger, rendere visibili a tutti il processo editoriale, integrare i commenti dei referee con quelli di un editor.
Potete seguire tutto sul blog di Bora.
Bora Zikvovic, editor di Jcom, ha fatto un'analisi critica e dettagliata dell'articolo pubblicato su Jcom mettendo in evidenza nel suo blog i punti deboli del paper. Critiche che, a suo modo di vedere, la redazione del giornale avrebbe dovuto ascoltare.
Il post di Bora ha sollevato decine di commenti. Al di là del merito, ci sono vari aspetti su cui riflettere per far crescere la discussione attorno all'editoria accademica e alle nuove possibilità offerte dalla rete. Tra gli altri: la possibilità di commentare un articolo referato attraverso la comunità dei blogger, rendere visibili a tutti il processo editoriale, integrare i commenti dei referee con quelli di un editor.
Potete seguire tutto sul blog di Bora.
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