In questi giorni in cui la Commissione Europea ha autorizzato la coltivazione di una patata geneticamente modificata e di tre diversi tipi di mais ogm e a cui sono seguite reazioni di forte opposizione da parte del governo italiano nella persona del ministro Zaia, vale la pena rileggere un articolo apparso su Seed l'anno scorso in cui Sheila Jasanoff, tra i massimi esperti di studi sociali sulla scienza, si chiedeva, all'indomani dell'elezione di Obama, quali fossero le connessioni fra scienza e democrazia.
Secondo Jasanoff, abbiamo bisogno di una comprensione sempre più chiara di che cosa significa legare gli sviluppi scientifici e tecnologici e le finalità democratiche in una società, quella del ventunesimo secolo, in cui le scelte individuali, collettive e quindi politiche dipendono sempre di più da scienza e tecnologia.
Il rischio più grosso è quello di un rapporto sempre più stretto tra scienza ed interessi privati senza alcuna attenzione al bene comune. Capire qual è il posto giusto per la scienza nella società del ventunesimo secolo richiede un un Secondo Illuminismo: quello della modestia.
Riflettere sulle virtù della modestia è un bene. E' la chiave, alla lunga, del successo sia della scienza che della democrazia.
Quali sono queste virtù più precisamente? Accettare il fatto che la verità e provvisoria, che il coinvolgimento degli esperti va incoraggiato, che i passi avanti possono richiedere dei passi indietro correttivi, che la comprensione della storia è uno dei fondamenti più certi su cui costruire il progresso.
Anche sugli Ogm, da parte di tutti, ci vorrebbe l'esercizio di queste virtù.
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venerdì 5 marzo 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Confini tra scienza e non-scienza
Spontaneus Generation è una rivista accademica open accesss con peer-review concepita come una piattaforma per una discussione interdisciplinare su temi di storia e filosofia della scienza. La rivista è curata da studenti di Phd. Per chi si occupa di comunicazione della scienza, nel terzo numero appena uscito, può essere interessante dare un'occhiata all'editoriale Epistemic Boundaries.
Come si distinguono i confini tra scienza e non-scienza? Come si spostano nel tempo e nei diversi contesti culturali tali confini? Quali sono le forze più importanti in gioco nel tracciarli? Gli autori fanno un resoconto dei paradigmi, programmi di ricerca, culture epistemiche, stili di ragionamento di storici, filosofi e sociologi molto utile per comprendere quale ruolo può avere la comunicazione in questo processo.
Come si distinguono i confini tra scienza e non-scienza? Come si spostano nel tempo e nei diversi contesti culturali tali confini? Quali sono le forze più importanti in gioco nel tracciarli? Gli autori fanno un resoconto dei paradigmi, programmi di ricerca, culture epistemiche, stili di ragionamento di storici, filosofi e sociologi molto utile per comprendere quale ruolo può avere la comunicazione in questo processo.
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